Regnum Christi Magyar

“Dio è fedele”: la certezza ritrovata in un weekend di guarigione

Tra la frenesia dei preparativi per le nozze e il bisogno vitale di un’oasi di pace, Mattia racconta come l’esperienza di Rise Up abbia trasformato i suoi dubbi nella certezza incrollabile della fedeltà di Dio.

a cura di Mattia Bruni
Laico del Regnum Christi

Mi chiamo Mattia, ho 26 anni e vengo da Grottammare, un piccolo paese delle Marche. Il mio legame con il Regnum Christi è iniziato quando ne avevo solo 18, grazie alle missioni in Bosnia organizzate da Gioventù Missionaria; un’esperienza che mi ha segnato così tanto da spingermi, poco dopo, a trasferirmi a Roma per studiare all’Università Europea di Roma, università del Regnum Christi. Negli anni dell’università ho potuto approfondire la conoscenza del Regnum Christi, fino alla mia adesione formale nel 2020. Proprio tra le polveri e le fatiche delle missioni in Bosnia del 2023, la grazia di Dio ha messo sul mio cammino Martina, una ragazza di Roma che frequentava anche lei al sezione giovani del Regnum Christi. Insieme abbiamo condiviso la bellezza del servizio partecipando a tutte le Missioni di Settimana Santa nelle Marche organizzate da Gioventù Missionaria, mettendoci in gioco anche come equipe di apostolato per seminare ciò che avevamo ricevuto. Da tre anni camminiamo insieme, accompagnati dalla guida sapiente di un padre spirituale, un frate francescano delle mie terre, e da qualche mese abbiamo scelto di coronare il nostro amore: ci sposeremo il prossimo 12 settembre. In mezzo alla frenesia dei preparativi e ai mille pensieri che precedono il “Sì”, sentivamo il bisogno vitale di un momento di calma, di un’oasi in cui riconnetterci intimamente con il Signore. Proprio in questo tempo di attesa è arrivata, puntuale, la proposta di Rise Up: un weekend di formazione, preghiera e guarigione presso il Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater Ecclesiae, dal 27 febbraio al 1 marzo.

Non posso negare che, nel momento in cui ho ricevuto l’invito a partecipare a questo ritiro, il mio primo istinto sia stato quello di opporre resistenza, dettata da un sincero scetticismo. Avevo già sfiorato in passato la realtà della preghiera carismatica e, pur senza mai metterne in dubbio la validità o la profondità, la sentivo come una veste che non riuscivo a indossare: mi sembrava una modalità di rapporto con Cristo distante dalla mia sensibilità, un linguaggio che non parlavo. Eppure, quell’invito non era una semplice comunicazione, ma portava con sé la luce di due volti a me carissimi, quello di mia sorella e quello di una grande amica. Vedere nei loro occhi e sentire nelle loro parole la testimonianza concreta di quanto quel ritiro avesse segnato e trasformato la loro vita ha cambiato ogni prospettiva. Quando persone di cui ti fidi profondamente ti parlano con una verità così disarmante, comprendi che non è più il tempo di restare a guardare dalla riva, ma che è giunto il momento di lasciarsi andare e tuffarsi. Non era un messaggio generico, Dio stava chiamando proprio me, invitandomi a scommettere oltre i miei pregiudizi; e così, ho deciso di saltare a bordo.

Tentare di racchiudere questo fine settimana nello spazio di un articolo è un’impresa complessa e, per certi versi, quasi riduttiva, perché Rise Up non è un evento da analizzare a posteriori, ma un’esperienza che chiede di essere respirata a pieni polmoni. È stato l’incontro con Dio fattosi presenza tangibile attraverso lo Spirito Santo, quel “grande sconosciuto” della storia della Chiesa che in questi tre giorni si è manifestato con una forza e una delicatezza sorprendenti. Ho visto la fede declinarsi in un insieme di stili diversi, capaci di toccare corde che credevo silenziose: dalla quiete profonda e rigenerante della contemplazione guidata davanti al Santissimo, dal recitare il Rosario come una carezza materna, fino alla potenza trascinante della preghiera carismatica e di guarigione. Lo Spirito ha saputo parlare a ogni cuore in modo intimo e personalizzato, come se avesse un messaggio specifico per ciascuno di noi. Grazie a una serie di splendide conferenze, siamo stati guidati con mano sicura a esplorare il tema delicato delle nostre ferite interiori, non per rimanere nel dolore, ma per scoprire la possibilità reale di una guarigione che passa attraverso un abbandono fiducioso.

Foto di gruppo dei partecipanti alla prima edizione del ritiro RiseUp a Roma dal 27 febbraio al 1 marzo presso il Pontificio Collegio Internazionale Maria Mater Ecclesiae dei Legionari di Cristo.

Credo fermamente che il Regnum Christi, aprendo le porte a questa realtà di rara bellezza, abbia fatto un dono immenso a tutti i partecipanti. Il mio ringraziamento più sentito va a coloro che, con dedizione totale, hanno reso possibile questa esperienza, in particolare a P. Federico, Fr. Pablo, Arianna e Rosaria: sono stati loro il motore instancabile e il cuore di tutto il weekend. La certezza che oggi mi porto a casa, e che sento echeggiare dentro di me, è racchiusa in una promessa semplice ma di una portata immensa: Dio è fedele. Lo è sempre stato, in ogni singolo istante della mia vita, anche quando il rumore del mondo o i miei dubbi mi impedivano di accorgermene, e da oggi cammino con la consapevolezza che continuerà a esserlo, con una forza e una luce nuove, in ogni passo del mio futuro.

 

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