Regnum Christi Magyar

P.Savio Zanetta, LC rinnovato presidente del Collegio Direttivo Territoriale del Regnum Christi per un altro anno

A seguito della composizione del nuovo governo territoriale dei Legionari di Cristo per l’Italia.

In una lettera indirizzata ai Legionari del territorio, padre Carlos Gutiérrez, direttore generale dei Legionari di Cristo e Presidente del Collegio Direttivo Generale della Federazione Regnum Christi, ha comunicato la nuova composizione del governo territoriale d’Italia della Congregazione.

Savio Zanetta è stato confermato direttore territoriale per un periodo di un anno. Ad affiancarlo, come primo consigliere e vicario territoriale, è stato nominato P. Javier González Bejarano; completano il consiglio i padri Riccardo Garzari, Carlos Blanco e Lorenzo Curbis, che continuano il loro servizio come consiglieri territoriali.

In quanto direttore territoriale dei Legionari di Cristo, P.Savio sarà anche, per un altro anno, il presidente del Collegio Direttivo Territoriale del Regnum Christi in Italia. Il Collegio Direttivo Territoriale (CDT ITA) è composto inoltre da Mariana Ibáñez, direttrice territoriale delle Consacrate del Regnum Christi, da P.Carlos Blanco, LC e da Lorena Giordano, laica del Regnum Christi; il CDT è il massimo organo di governo del Regnum Christi in Italia.

Abbiamo incontrato Padre Savio e gli abbiamo posto una serie di domande, a seguito di questa comunicazione.

Padre Savio, nel suo messaggio ai legionari del territorio, il direttore generale afferma che dopo un processo di riflessione e discernimento, ha ritenuto opportuno che il prossimo anno venga vissuto come un tempo di transizione per il territorio; ci spiega meglio cosa significherà questo e che impatto avrà anche sul Regnum Christi in Italia?

Dire “transizione” significa passare da una situazione a un’altra. Il Territorio d’Italia è relativamente piccolo e siamo consapevoli che le risorse umane sono il principale tesoro di cui disponiamo. Si prevede purtroppo una scarsità di personale e già quest’anno abbiamo registrato un calo dei sacerdoti disponibili sul Territorio; questo ci invita a pensare al futuro con realismo e ci rimette ancora una volta all’ascolto del Signore per comprendere dove e come sviluppare al meglio il carisma che ci è stato affidato per il bene della Chiesa in Italia.

Al realismo va però unita la speranza. In Italia ci sono segni di vitalità molto belli: penso, ad esempio, all’ECYD, dove l’équipe nazionale è molto vivace e dove possiamo contare su un buon nucleo di ragazzi e adolescenti; penso anche alla collaborazione con il Progetto Mistero Grande per il bene del matrimonio e della famiglia, che si allinea pienamente con la prima priorità della Convenzione Generale del Regnum Christi; oppure alla Florence Leadership Academy, che riesce a mettere in dialogo giovani e personalità leader. E queste non sono le uniche realtà che vanno accolte, custodite e fatte crescere.

La meta è certamente quella di ottimizzare le nostre energie, ma soprattutto di arrivare ad avere una visione apostolica chiara e appassionante, in cui tutti — legionari e membri del Regnum Christi — possano collaborare per sviluppare al meglio il carisma comune.

Quali sono secondo lei le sfide maggiori per il Regnum Christi in Italia nel medio e nel lungo periodo?

Una premessa che mi sembra fondamentale, e che ritroviamo anche nel nostro piano strategico territoriale, è la necessità di giungere a una vera cultura del discernimento: un’attenzione costante a ciò che il Signore sta operando qui e ora, per poter assecondare la sua azione. Forse, in una determinata realtà, avremo solo cinque pani e due pesci, ma se restiamo attenti alle indicazioni del Signore, questi possono moltiplicarsi in modo sorprendente.

Accanto a questa sfida, sento con chiarezza il bisogno di una formazione costante e di qualità per i membri del Regnum Christi. In particolare, vedo la necessità di poter contare su un numero sempre maggiore di laici adeguatamente formati, capaci di assumere ruoli di direzione e di responsabilità apostolica. Questo è essenziale affinché la vita e la continuità di una località non dipendano esclusivamente dal legionario o dalla persona consacrata presente in un determinato momento, considerando che la nostra vocazione comporta, nel tempo, diversi cambiamenti di città e di nazione.

In questo quadro, ritengo importante che anche le nostre proposte apostoliche siano pensate come percorsi e non come una semplice serie di attività più o meno scollegate tra loro, e che la corresponsabilità tra laici e consacrati possa crescere in modo maturo e stabile.

Infine, un pensiero particolare va ai giovani. Le nostre sezioni giovanili sono belle, ma ancora numericamente contenute; l’età giovanile è decisiva per la crescita integrale della persona e, proprio per questo, guardando al medio e lungo periodo, credo sia necessario investirvi maggiormente, sia in termini di personale sia di formazione specifica, per rispondere meglio alle domande e alle esigenze dei giovani di oggi.

Se dovesse fare un bilancio di questi tre anni, del percorso compiuto sia dalla Congregazione e sia dalla Federazione in Italia, cosa ci direbbe?

Sono profondamente grato ai membri del Collegio Direttivo Territoriale e ai miei consiglieri: sia in ambito federativo sia in quello interno, abbiamo cercato consapevolmente di favorire il superamento di alcune incomprensioni del passato, e credo che oggi, sia nella Legione sia nella Federazione del Regnum Christi, si respiri una maggiore serenità.

Come dicevo all’inizio, la nostra maggiore ricchezza sono le persone. In questo senso, la gioia più grande per me, pensando ai miei confratelli legionari, è vederli nel posto più adeguato per ciascuno, dove possano portare a pienezza la propria vita e missione. Con l’aiuto dei superiori locali — ai quali esprimo sincera gratitudine — in questo triennio abbiamo cercato di rispondere alle necessità personali di ciascuno. Non sempre ci siamo riusciti, ma in diversi casi sì.

In alcuni ambiti apostolici abbiamo compiuto passi piccoli ma significativi. Ne segnalo almeno due.
Il primo riguarda il discernimento vocazionale: il consolidamento dell’itinerario di discernimento Homo Novus, come itinerario di discernimento vocazionale personale, e l’apertura del prenoviziato presso la parrocchia di Nostra Signora di Guadalupe a Roma sono segni concreti di speranza.
Il secondo ambito riguarda la ripresa degli incontri nazionali per fasce (ECyD, giovani, adulti, direttori locali), che sono stati momenti di comunione tra le varie località, di conferma reciproca e di progettualità condivisa.

Il mio desiderio è che questo tempo ci aiuti a consolidare quanto di buono è stato avviato, in ambiti diversi della vita apostolica, e a porre basi solide per il cammino dei prossimi anni.

 

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Savio Zanetta è nato il 12 maggio 1969 a Borgomanero (Novara). Durante la giovinezza è stato attivo nell’Azione Cattolica e, dopo sette anni di lavoro nel settore metalmeccanico, all’età di 21 anni è entrato nella Congregazione. Ha compiuto gli studi in Spagna e in Italia, conseguendo anche la licenza in filosofia. Ha svolto il suo tirocinio apostolico presso il Centro Vocazionale di Francia ed è stato ordinato sacerdote a Roma il 2 gennaio 2001.

Il suo primo ministero sacerdotale è stato come direttore del centro di formazione dei Consacrati del Regnum Christi a Città del Messico. Dal 2002 al 2015 è stato in Brasile, dove ha lavorato come promotore vocazionale nel sud del Paese per quasi dieci anni. Lì ha potuto sperimentare anche il lavoro diretto con il Regnum Christi. È stato coordinatore locale dell’apostolato a Curitiba e Joinville e, dalla fine del 2012 fino a settembre 2015, direttore territoriale del Brasile.

Successivamente è rientrato a Roma, dove per tre anni ha collaborato nella formazione dei teologi presso il Collegio Internazionale dei Legionari di Cristo come assistente. Dal 2018 al 2023 è stato rettore della comunità dei teologi presso la sede della Direzione Generale. In questo periodo ha seguito il percorso di licenza in teologia spirituale. Dal 1º luglio 2023 è Direttore Territoriale dei Legionari di Cristo per l’Italia.

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